14 anni in democrazia sono un tempo interminabile di potere, anche se Sergio Mattarella rappresenta quanto di meglio ci possa essere in termini di equilibrio e moderazione istituzionale
Alla fine i partiti (tutti), senza doversi impegnare troppo, sono riusciti a dimostrare la loro totale inconsistenza e fragilità nel garantire al Paese la scelta un adeguato successore a Mattarella, il quale è stato rincorso di tutta fretta quando lo stesso aveva ampiamente provveduto al trasloco dal Quirinale.
Una vera débâcle, dunque, che si è subito trasformata in una clamorosa figuraccia che non ha risparmiato nessuno, a parte la Meloni che si è subito affrettata a dichiarare che «il Centrodestra non esiste più». Per il resto è stato davvero uno spettacolo deprimente assistere alla pantomima di una ‘maggioranza di legislatura‘ che cerca in ogni modo di restare in sella con il pretesto delle varie emergenze, almeno sino alla scadenza naturale del mandato parlamentare.
Ci ha pensato, in ogni caso, il Capo dello Stato a riportare l’imbarazzante situazione nell’alveo di una ragionevole normalità con il suo messaggio di ringraziamento rivolto alle Istituzione e agli italiani: «Ringrazio i Presidenti della Camera e del Senato per la loro comunicazione. Desidero ringraziare i Parlamentari e i Delegati delle Regioni per la fiducia espressa nei miei confronti».
«I giorni difficili trascorsi per l’elezione alla Presidenza della Repubblica – ha, inoltre, spiegato Mattarella – nel corso della grave emergenza che stiamo tuttora attraversando sul versante sanitario, su quello economico e su quello sociale, richiamano al senso di responsabilità e al rispetto delle decisioni del Parlamento. Queste condizioni impongono di non sottrarsi ai doveri cui si è chiamati – ha, infine, concluso – e naturalmente devono prevalere su altre considerazioni e su prospettive personali differenti, con l’impegno di interpretare le attese e le speranze dei nostri concittadini».
La cerimonia di congedo del settennato in programma Mercoledì 2 è, pertanto, annullata, per cui diventerà la nuova cerimonia di insediamento che con ogni probabilità si svolgerà Giovedì 3 Febbraio. Una volta finito il discorso a Montecitorio, il Presidente uscirà dal Palazzo per poi raggiungere l’Altare della Patria, in Piazza Venezia, ove riceverà ancora una volta gli onori militari.